Oltre 500 milioni di dati Facebook rubati: ed ora?

E’ notizia di qualche giorno pubblicata da Business Insider, che sono stati rubati oltre 500 milioni di dati.

La domanda che ci stiamo facendo è molto semplice: ma ora che ci fanno con questi dati? Per altro forse, pubblici per molte persone.

Cybersicurezza: perchè è importante in azienda.

La sicurezza informatica è sempre un mistero per le aziende, solitamente demandata al tecnico che si limita a rispettare le regole canoniche per le password, quindi una lettera maiuscola, un numero e magari un carattere speciale; se proprio utilizza un sistema che ci tiene alla privacy, può esserci anche un minimo di caratteri da rispettare.

Finito il lavoro.

Ed è qui che nascono i più grandi problemi per le aziende, sia piccole che grandi.

Manca la totale consapevolezza nell’uso di strumenti da parte dei dipendenti a qualsiasi livello: che sia un impiegato o l’amministratore delegato, non viene instillata nelle menti l’uso consapevole dei vari social network o di tutti gli strumenti vari.

Spiego meglio.

Molti impiegati, fanno una foto della scrivania durante la giornata lavorativa, perchè vogliono condividere la vita da “piegato” oppure semplicemente perchè sono molto social e quindi passano il loro tempo a condividere ciò che fanno.

Tutto questo è assolutamente normale oramai, visto il numero di social e le varie tipologie di post che si possono fare ( immagini, video, articoli, etc).

Non è tanto normale cosa viene condiviso però. Spesso le foto sono a documenti interni, foto di monitor con progetti che dovrebbero restare interni all’azienda o dati di clienti dell’azienda stessa che magari non dovrebbero essere resi pubblici.

Mi è capitato di segnalare a un personaggio famoso, di eliminare la foto di un referto del pronto soccorso, non tanto perchè non dovesse avvisare i suoi fan di come stesse dopo il ricovero d’urgenza al pronto soccorso (anche se trovo sempre interessante il giusto pubblicare alcune informazioni sulla propria vita, ma Ferragni/fedez docet) quanto per le informazioni che si leggevano sul documento: oltre ai valori rilevati dagli esami (che ricordo essere dati sensibili), vi era l’indirizzo di residenza ed il cellulare privato.

Dati che con tutta probabilità, il personaggio pubblico in questione, non voleva certo pubblicare sulla sua pagina con oltre 100.000 like.

Cybersicurezza: la soluzione?

Formare. Formare e indovina…formare ancora!

Tutti abbiamo la possibilità di pubblicare dati sensibili senza volerlo, perchè oramai siamo tutti dotati di uno smartphone che fa foto in alta risoluzione e pubblica in maniera istantanea su qualsiasi piattaforma social, cloud etc.

Istruire a dovere i proprio dipendenti ed anche la dirigenza su come e cosa pubblicare ma in modo particolare a cosa NON bisogna fare, almeno in ambito lavorativo, sicuramente ridurrà l’incidenza di fuoriuscite di informazioni rilevanti rese disponibili con facilità o addirittura regalate ai competitors.

Per verificare se hanno rubato anche i tuoi dati puoi usare questo tool https://haveibeenfacebooked.com/ dove basta inserire il tuo numero di cellulare, che non verrà salvato ed in automatico, farà una ricerca nei dump per vedere se ci sono i tuoi dati e quali sono stati salvati.

Vuoi fare delle formazione per te o per i tuoi dipendenti? Sentiamoci!

Perchè aspettare di fare disastri, quando con poche centinaia di euro puoi formare i tuoi dipendenti? Racconti il tuo bisogno. Non fare il timido.

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04/06/21

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